Scuola Sciopero 30 Maggio 2022

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Sciopero della scuola per il 30 maggio, per l’intera giornata.

Sasso: Dobbiamo ascoltare l’allarme dei sindacati

In una nota il sottosegretario all’Istruzione, Rossano Sasso, spiega:
Abbiamo il dovere di ascoltare il grido di allarme lanciato dai sindacati sulla necessità di reperire ulteriori risorse da destinare al mondo della scuola.
Lo sciopero proclamato dalle sigle più rappresentative per il 30 maggio è un chiaro segnale che l’interlocuzione portata avanti dal Governo negli ultimi mesi non ha prodotto l’auspicato avvicinamento tra le parti.
Ci sono almeno un paio di questioni su cui mi spenderò personalmente per ottenere un’apertura da parte del ministero dell’Economia: l’adeguamento delle retribuzioni degli insegnanti, che vivono storicamente una condizione di minorità salariale rispetto ai loro colleghi europei; la stabilizzazione dei precari con più di tre anni di servizio, su cui anche l’Europa ci ha più volte sollecitato a intervenire per sanare una palese violazione delle normative.
Dopo gli enormi sforzi fatti da tutti per garantire una seconda parte dell’anno scolastico in presenza e in sicurezza, sarebbe un peccato vivere le ultime settimane di didattica all’insegna delle proteste e delle tensioni. Per chi ha a cuore il mondo della scuola fa davvero male sentir di nuovo parlare di blocco degli scrutini: è una sconfitta per ciascuno di noi.
Il filo del dialogo – sottolinea Sasso – va ripreso al più presto: bisogna tornare a sedersi intorno a un tavolo con la volontà di superare gli steccati e lavorare insieme per il bene della nostra comunità.

In una nota il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi dichiara:
Il nuovo decreto, che fa parte del disegno riformatore previsto nel Pnrr, delinea regole chiare per chi vuole entrare nella scuola, compresi i precari, e un preciso percorso formativo per accedere all’insegnamento e durante tutta la vita lavorativa.
Il decreto non compie tagli di spesa e come già annunciato insieme al ministro Franco è intenzione del governo continuare a investire nel settore.

In una nota il Presidente Anief, Marcello Pacifico dichiara:
Abbiamo fatto un primo sciopero per far capire che il mondo della scuola non ci sta.
Va mandato un messaggio unitario, diciamo sì a chiunque crede che questa riforma va cambiata.
Questi concorsi straordinari, riservati, non hanno portato al risultato di assumere i precari, perché sono stati gestisti male, come nel caso dei quiz.
Bisogna snellire le procedure di reclutamento.
Tuteliamo i nostri precari.

Per visualizzare ulteriori blocchi nel territorio italiano clicca qui > Scioperi in Italia.

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